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Ernesto Ferlenghi: il nostro obiettivo è quello di sviluppare i legami tra le comunità imprenditoriali italiane e armene.

Questo mese, la delegazione italiana di Confindustria Russia, guidata dal Presidente dell'associazione Ernesto Ferlenghi, ha visitato Yerevan e ha incontrato il Presidente armeno Armen Sargsyan. Ernesto Ferlenghi ha raccontato a Banks.am i dettagli e l’obiettivo principale della sua visita.

Confindustria Russia, l’associazione degli imprenditori italiani fa parte dell'associazione mondiale Confederazione dell'industria italiana (Confindustria Italiana), che comprende circa 115.000 imprese in tutto il mondo.

Le attività dell'associazione mirano a promuovere gli interessi delle imprese italiane, a costruire una proficua cooperazione con le autorità pubbliche, le associazioni pertinenti nei loro paesi di presenza, nonché la cooperazione con i partner locali.

- Sig. Ferlenghi, per favore, ci parli brevemente delle attività di Confindustria Russia, in modo da chiarire ai nostri lettori di cosa vi occupate.

Innanzitutto, vorrei sottolineare che Confindustria Italiana da quasi 100 anni unisce pressoché tutto il settore imprenditoriale italiano, includendo piccole, medie e grandi imprese. Le aziende aderiscono all'associazione perché attraverso questo sistema ricevono determinati benefici per lo sviluppo delle relazioni commerciali, la tutela degli interessi e hanno anche l'opportunità di suggerire modifiche alla futura legislazione, ecc.

Alcuni anni fa, l'associazione iniziò a sviluppare una nuova strategia, che includeva l'espansione delle attività dell’associazione all'estero. Nell'ambito di questo programma, 4 anni fa è stata creata Confindustria Russia che unisce sia le società italiane in Russia sia quelle russe.

Nel corso del tempo, abbiamo iniziato a renderci conto che vi è anche un enorme potenziale di cooperazione con l'Unione Economica Eurasiatica. Ad esempio, è possibile stabilire la produzione in Armenia ed esportare merci in altri paesi dell'Unione – con condizioni di libero scambio. Essendo questo un elemento molto importante, abbiamo iniziato a muoverci in tal senso.

Al momento stiamo prendendo in considerazione i mercati di Armenia, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan al fine di comprendere le possibilità e le prospettive di cooperazione.

- Risulta chiaro che l’obiettivo della sua visita in Armenia è quella di studiare il mercato armeno, le possibili aree di cooperazione tra il settore economico armeno e quello italiano. Qual è la sua visione riguardo questa collaborazione?

Nel contesto delle ricerche di mercato, stiamo cercando di capire quale strategia questo paese stia attuando nei settori delle risorse naturali, della farmacologia, agricoltura, edilizia, tecnologia dell'informazione, ecc. Per questo, dobbiamo ascoltare l'opinione del governo.

Successivamente, cerchiamo di capire quali progetti possono essere realizzati in diversi ambiti, dopo di che torniamo in Italia e iniziamo a scegliere società specifiche, agenzie assicurative e cercare partner locali.

In Armenia abbiamo avuto l'opportunità di visitare il centro tecnologico TUMO. Questo è un progetto unico e, oggigiorno, il futuro si sta muovendo in tale direzione. Gli investimenti più efficaci sono gli investimenti nel capitale umano. E questa è la direzione giusta, perché in Armenia è presente un enorme potenziale di capitale umano.

- Quali sono, secondo lei, gli ambiti di cooperazione?

Innanzitutto, un ambito molto importante è quello delle costruzioni. Per questo motivo, penso che se si è intenzionati a fare un investimento rilevante, il focus sarà su un progetto per la costruzione di infrastrutture, quale, ad esempio, la costruzione di strade. Studiamo anche i mercati immobiliari, farmaceutici, agricoli e delle tecnologie dell'informazione, che ora si stanno sviluppando in modo dinamico in Armenia, senza tralasciare il settore metalmeccanico.

- Durante la visita, ha incontrato il presidente dell'Armenia Armen Sargsyan. L’incontro è stato produttivo?

Prima di visitare Yerevan, ho studiato la biografia del Signor Sargsyan. Sono stato particolarmente colpito dal fatto che, essendo un professore di scienze fisiche e matematiche, abbia un approccio molto pragmatico, una caratteristica molto rilevante nel mondo degli affari.

Il Presidente Armen Sargsyan ci ha presentato chiaramente la strategia ed in quali direzioni si sta sviluppando il paese. Ha garantito che, qualora i progetti proposti contribuissero allo sviluppo del benessere dell'Armenia e dei cittadini, allora sarebbe pronto a sostenerli. Questo è un elemento molto importante per noi.

- Quali sono i suoi prossimi passi dopo il ritorno in Italia?

Discuteremo con i rappresentanti della nostra associazione per selezionare quelle aziende che hanno già un'idea del mercato e delle opportunità commerciali.

In seguito alle relazioni italo-armene, siamo fiduciosi sul fatto che a fine novembre i rappresentanti del governo armeno possano visitare l'Italia. Speriamo che, nell’ambito di tale visita, la delegazione includa anche rappresentanti delle comunità imprenditoriali armene.

Negli ultimi 2 anni, il fatturato commerciale tra Armenia e Italia è aumentato del 50%. Questo è un segnale molto importante per noi.

Il nostro obiettivo è quello di sviluppare relazioni commerciali tra l'Armenia e l'Italia, non solo nel contesto dell'espansione delle esportazioni, ma anche in termini di investimenti e creazione di aziende italo-armene.

https://banks.am/ru/news/interviews/18058