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Intervista al Presidente E. Ferlenghi su AGI

(AGI) - Mosca, 28 lug. - Le possibili ulteriori sanzioni occidentali alla Russia sono di nuovo il tema che spacca l'Europa e acuisce la divisione tra le due sponde dell'Atlantico. In un contesto, in cui "sembra si sia innescata, tra Ue e Usa, la corsa a chi adotta per primo nuove sanzioni contro Mosca", appare "alquanto curiosa e contraddittoria la posizione tedesca", ha denunciato ad Agi il presidente di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi. Le sue dichiarazioni arrivano a tre giorni dall'avvio, a Bruxelles, di consultazioni tra gli ambasciatori Ue in seguito alla richiesta, avanzata proprio dalla Germania, di aggiungere altre aziende e persone fisiche russe alla blacklist dei sanzionati, approvata nel 2014 per la crisi ucraina e l'annessione della Crimea. Allo stesso tempo, pero', Berlino e' apertamente critica del sanction bill, approvato dal Congresso Usa per imporre nuove misure punitive a Mosca; se varato, il nuovo pacchetto di restrizioni avra' contraccolpi sui progetti  energetici russi con partecipazione europea, come il gasdotto Nord Stream-2, che ha tra i suoi protagonisti la Germania.

Le consultazioni tra gli ambasciatori Ue a Bruxelles - iniziate mercoledi', secondo fonti diplomatiche citate da Reuters - hanno come scopo quello di redigere un testo unico di proposte, da presentare al Consiglio dei ministri degli Esteri Ue. A far scattare l'allarme dei tedeschi e' stato lo scandalo, scoppiato a inizio luglio dopo un articolo della Reuters, delle turbine a gas di Siemens, inviate in Crimea in violazione delle misure punitive europee, che da tre anni vietano l'esportazione nella penisola sul Mar Nero di beni e tecnologie nel settore dell'energia. Secondo l'agenzia di stampa, le turbine erano destinate ad un fornitore d'energia nella regione meridionale russa di Taman, ma sono state illegalmente trasportate su una nave al porto di Sebastopoli. Siemens sostiene che le turbine siano state dirottate, senza il suo consenso, e ha annunciato l'uscita dalla joint venture con i russi Interautomatika (dove detiene il 46%) e che sarebbe coinvolta nell'installazione delle controverse turbine. La notizia ha suscitato una forte sorpresa nella business community europea a Mosca, concorde nel ritenere improbabile che Siemens non fosse al corrente dell'utilizzo delle sue turbine, in quanto tali equipaggiamenti sono customizzati per gli impianti, dove devono essere impiegati, e per di piu' la loro installazione era affidata a una societa' russa partecipata dalla stessa Siemens.

La compagnia tedesca ha scelto di giocare d'anticipo, rispetto a possibili iniziative punitive nei suoi confronti da parte di Bruxelles: ha deciso il blocco delle forniture di tecnologie e macchinari per la produzione di energia, destinati a compagnie russe controllate dallo Stato, e ha fatto causa alla societa' statale russa Technopromexport - della holding Rostekh, che sta realizzando centrali termiche in Crimea - e alla Siemens Tekhnologhii Gazoivkh Turbin, joint venture tra la stessa Siemens e la russa Silovie Mashini. La causa e' stata depositata presso la Corte arbitrale di Mosca. Il gioco d'attacco di Siemens va di pari passo con quello della diplomazia tedesca, la quale ha chiesto di discutere nuove sanzioni contro Mosca, che - secondo fonti di diversi media internazionali - dovrebbero colpire personalita' di alto livello al ministero dell'Energia russo. "La posizione della Germania sembra alquanto curiosa e contraddittoria: - ha fatto notare Ferlenghi - da un lato, a seguito di una possibile violazione delle sanzioni da parte di Siemens, propone restrizioni aggiuntive e dall'altro critica le nuove misure Usa", approvate dal Camera e Senato e che ora aspettano solo la firma del presidente Donald Trump.

La corsa alle sanzioni, secondo il presidente di Confindustria Russia, non solo sta mostrando le debolezze dell'Ue, ma sta allontanando Washington e Bruxelles, in un momento in cui invece sarebbe necessario il dialogo. "Mentre gli Usa decidono quali nuove misure sanzionatorie si possano adottare verso Mosca, sanzioni che peraltro si applicherebbero anche a compagnie europee, la Ue frammentata non reagisce e invece di rafforzare le storiche relazioni con la Russia si lascia andare a iniziative di singoli paesi", ha proseguito Ferlenghi.

"Il nostro paese ha eccellenti relazioni con Mosca da oltre mezzo secolo, relazioni ottime sul piano istituzionale, commerciale e industriale e fatte di investimenti e collaborazione nel mercato russo e paesi terzi da parte sia di grandi imprese che di PMI", ha fatto notare il presidente di Confindustria Russia, il quale ha ricordato che il varo delle sanzioni occidentali tre anni fa e la successiva crisi economica russa "sono costati alle aziende italiane oltre 7 miliardi di euro, un livello che avevano conquistato in 50 anni di relazioni". Ora, anche a causa di un atteggiamento fin troppo pragmatico e cinico di alcuni competitor come la Germania, ha denunciato Ferlenghi, "vediamo aziende europee avanzare nel settore della meccanica, quello piu' importante per il nostro sistema, e conquistare quote di mercato in cui abbiamo da sempre avuto un ruolo di primaria importanza". Fino a oggi, il Cremlino ha scelto di non commentare l'ipotesi di nuove restrizioni Ue: "Per ora non e' stata presa nessuna decisione, quindi al momento e' difficile parlare di qualsiasi atteggiamento verso tutto cio'", ha dichiarato ieri il portavoce della presidenza, Dmitri Peskov. Non ha, invece, usato mezzi termini Vladimir Putin sull'avanzata di nuove sanzioni americane: "Si tratta di un chiaro tentativo degli Usa di usare i propri vantaggi geopolitici nella competizione, allo scopo di assicurarsi interessi economici a scapito degli alleati europei. Ci stiamo comportando in modo molto controllato e paziente, ma a un certo punto dovremo rispondere perche' e' impossibile tollerare indefinitamente questo genere d'insolenza verso il nostro paese". (AGI)