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Accordo Confindustria Russia - SACE SIMEST 23.01.2019

SACE SIMEST (Gruppo CDP) e Confindustria Russia: primo accordo per le imprese italiane nel mercato russo.
Insieme per espandere le opportunità di business per le imprese italiane in Russia, dove l’export italiano ha superato i 7 miliardi di euro nell’ultimo anno

Roma, 23 gennaio 2019 – Missioni di sistema e facilitazione delle relazioni con partner strategici in Russia per le imprese italiane. Sono solo alcune delle attività previste nel primo accordo tra SACE SIMEST, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e Confindustria Russia che è stato firmato oggi presso la sede di SACE a Roma. Obiettivo: rafforzare la cooperazione strategica per sostenere la capacità di esportazione e penetrazione delle imprese italiane nel mercato russo, oltre a rafforzare la competitività di quelle che già vi operano.

In base all’accordo, SACE SIMEST e Confindustria Russia uniranno il proprio know-how, per pianificare missioni e iniziative, in Italia e in Russia, volte a promuovere le relazioni tra imprese italiane e potenziali partner russi – sia pubblici che privati – con l’obiettivo di favorire investimenti e insediamenti produttivi italiani, azioni commerciali e la partecipazione di aziende italiane, anche in forma aggregata, a bandi, fiere ed eventi di carattere internazionale.

Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE, ha dichiarato: “L’accordo di oggi apre grandi opportunità alle imprese italiane, che solo nell’ultimo anno hanno realizzato oltre 7 miliardi di euro di export in Russia. In un contesto che si profila sempre più complesso, possiamo davvero giocare un ruolo fondamentale nel sostenere il business delle aziende italiane con servizi assicurativo finanziari dedicati e iniziative di Sistema. Siamo pronti a dare il massimo in questa direzione, agendo sempre in conformità con il quadro normativo internazionale, al fianco di un partner come Confindustria Russia”.

Ernesto Ferlenghi, Presidente di Confindustria Russia, ha dichiarato: “L’accordo firmato oggi con SACE SIMEST permette di rafforzare il sistema delle nostre imprese interessate alle opportunità offerte dal mercato russo. La rete di collaborazione esistente tra Confindustria Russia, le associazioni di categoria russe e le regioni permetterà di portare il sostegno di SACE SIMEST alle imprese italiane presenti in tutta la Federazione Russa, facilitando un sempre maggior numero di iniziative e di domanda di competenze e tecnologie”.

Con un portafoglio di transazioni di export assicurate e investimenti garantiti superiore ai 3 miliardi di euro, la Russia è uno dei mercati più rilevanti per SACE SIMEST. Anche grazie alla presenza di un Ufficio a Mosca dal 2006, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP ha sostenuto la crescita del Made in Italy in Russia al fianco dei principali stakeholder economico-finanziari russi, sia realtà assicurativo-finanziarie come VEB-Vnesheconombank, Exiar, Sberbank, VTB Bank, sia grandi corporate come Gazprom, Yamal LNG ed EuroChem.

Opportunità per le imprese italiane in Russia.

Nonostante la crescente complessità che caratterizza questo mercato, la Russia si conferma una delle destinazioni più importanti per l’Italia con 748 imprese connazionali1 attive nel Paese e oltre 7 miliardi di euro di esportazioni nel 20182, pronte a crescere a un tasso medio annuo del 4,4% nel triennio 2019-2021, secondo le previsioni di SACE.
Tra i principali settori di opportunità per il Made in Italy vi sono in particolare: i beni d’investimento e le tecnologie industriali, da sempre top performer dell’export italiano, che potranno beneficiare della ripartenza degli investimenti pubblici e privati, favorita dal recupero dei prezzi del petrolio; l’agroalimentare in cui il know-how italiano è particolarmente apprezzato per la modernizzazione delle linee produttive; il settore energetico, che continua a rappresentare un settore-chiave di sviluppo dell’economia del Paese, e il settore delle costruzioni, in cui sono in corso diversi investimenti volti a colmare il gap infrastrutturale e se ne attendono altri tesi a valorizzare le regioni periferiche; infine, i beni di consumo rimangono una vetrina del Made in Italy particolarmente richiesta e che sempre più richiede investimenti e aperture di spazi in loco, in particolare nel comparto moda.