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Dichiarazioni del presidente Ferlenghi su espulsione dei diplomatici russi

Il presidente di Confindustria Russia Ernesto Ferlenghi ha rilasciato un’intervista all’Agi, commentando l’espulsione dei diplomatici russi dall’Italia e da altri paesi dell’Unione europea e sugli effetti che comporterà nei rapporti economici con la Federazione.

Ex spia: Confindustria, clima teso ma Russia rimane "strategica"

(AGI) - Mosca, 27 mar. - Nonostante il clima di tensione tra Occidente e Russia, "mai visto a questi livelli almeno negli ultimi 20 anni", le imprese italiane continuano a mantenere forte l'interesse per questo paese "strategico".
A parlare e' il presidente di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi, che sullo sfondo dell'escalation di misure punitive contro Mosca per il caso Skripal, assicura che l'associazione d'impresa da lui guidata "e' intenzionata a tenere fede agli impegni assunti" e "conferma l'interesse dell'Italia per un paese, come la Russia, considerato strategico, sia dal punto di vista industriale, che dei rapporti commerciali". Nessun cambiamento, cosi', sulla tabella di marcia programmata per promuovere l'interazione tra i due paesi. "A settembre – riferisce Ferlenghi in un'intervista all'Agi - ci sara' la visita in Tatarstan di una missione d'imprenditori della Lombardia, con Assolombarda, stiamo lavorando poi alla visita del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a Mosca, nell'autunno 2018, e a ottobre ci sara' il secondo road show del governatorato di Mosca in Italia" .

La crisi tra Mosca e l'Europa si ferma, per ora, al livello diplomatico, ma si tratta di una "fase delicatissima", fa notare Ferlenghi, "in cui tutto puo' succedere", compresa l'introduzione di nuove sanzioni economiche contro la Federazione. Proprio questo clima d'incertezza, che ormai regola i rapporti con la Russia e' il fattore che rischia di fare i danni maggiori al nostro business.
"Il mondo delle imprese sta aspettando di vedere cosa succede, di fatto non avanza sui temi legati agli investimenti e se questo tempo d'indecisione durera' troppo a lungo, continueremo a perdere terreno a favore dei nostri competitor", avverte il presidente di Confindustria Russia.

L'avversario piu' aggressivo e' Pechino. "Se la strategia era spingere la Russia nelle mani dei cinesi - aggiunge Ferlenghi – tutte queste azioni stanno andando proprio in questa direzione; mi aspetto che a trarne vantaggio sara' tutto il mondo cinese e i paesi europei, che si sono sganciati dalla logica delle espulsioni". L'Italia, da sempre considerata da Mosca un partner privilegiato sia dal punto di vista politico, che economico e', invece, ormai percepita come "una voce nel coro europeo", avverte Ferlenghi, che ha quotidianamente contatti con imprenditori e funzionari governativi russi. "I russi sono delusi" dal fatto che anche Roma ha ordinato l'espulsione di loro diplomatici, racconta il presidente di Confindustria Russia, secondo il quale proprio perche' non ha ancora il nuovo governo insediato, "il nostro paese poteva ragionare su elementi differenti". Nonostante tutto, la convinzione e' che si andra' avanti col "business as usual", come e' stato in tutti questi anni di sanzioni.

"Il processo di rallentamento - spiega Ferlenghi - e' stato dovuto piu' che alle tensioni politiche, allo sconvolgimento creato dalle nuove regole della politica industriale russa, che ha imposto una nuova strategia di localizzazione, a cui le nostre imprese non erano ancora pronte a rispondere". Per questo, si dice certo che il grande business non disertera' il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief, previsto dal 24 al 26 maggio), mentre piu' difficile e' prevedere quale sara' la partecipazione di capi di Stato e governo alla Davos russa; uno su tutti, il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva gia' annunciato la sua visita allo Spief.

Gli occhi sono ora puntati sulla formazione del nuovo esecutivo, che dovrebbe entrare in carica dopo l'insediamento di Putin per il suo quarto mandato, previsto a maggio. "Questa situazione pesera' molto nella scelta dei nuovi ministri e cambiera' la strategia di politica industriale ed estera di Mosca, all'interno di un contesto gia' difficile, a cui ora e' stata aggiunta un'elevata dose di aggressivita'", conclude il presidente di Confindustria Russia. (AGI)